Nella coltivazione dell’actinidia, il raggiungimento degli standard produttivi richiesti dal mercato è fondamentale per assicurare un buon ritorno economico. Avere impianti con elevata carica non è sufficiente: servono anche buona pezzatura, uniformità ed ottime caratteristiche organolettiche. La sostanza secca deve essere alta in raccolta, il grado zuccherino e l’acidità devono bilanciarsi adeguatamente, mentre la durezza della polpa deve assicurare una buona shelf-life della produzione.
CALIBRO E QUALITÀ: GLI ELEMENTI IN GIOCO
L’incremento di taglia del kiwi e la costruzione di un buon profilo qualitativo del frutto dipendono dallo stato fisiologico della pianta, dal suo benessere e dalla tipologia e quantità dei nutrienti disponibili.
Metabolismo cellulare
Nella fase immediatamente successiva all’allegagione, all’interno dei tessuti dei frutticini neoformati, le cellule si moltiplicano ed espandono intensamente richiamando grandi quantità di metaboliti, fitormoni e calcio. Solo se si riesce a massimizzare la distensione e la divisione cellulare in questa fase sarà possibile aumentare il calibro dei frutti alla raccolta, senza variarne la consistenza e la shelf-life.
Benessere della pianta
Durante la fase di fioritura e nelle prime fasi successive all’allegagione, i processi fisiologici della pianta sono particolarmente intensi e richiedono una elevata disponibilità di energia e nutrienti. Sostenere questi intensi ritmi di crescita comporta abbondante stress metabolico, che può essere aggravato dalle condizioni ambientali non sempre favorevoli.
Disponibilità di calcio
Il calcio è fondamentale per la qualità dei frutti, di cui influenza la consistenza, lo spessore della buccia e le capacità di accrescimento. Questo elemento è il principale costituente delle pareti cellulari, di cui determina struttura e la stabilità. Esso inoltre regola il passaggio di nutrienti in entrata ed in uscita dalle cellule, permettendo una adeguata crescita dei frutti. Carenze di Calcio in post-allegagione, determinano difficoltà nel raggiungimento di calibri elevati, scarsa consistenza e conservabilità del raccolto.
DISCIPLINARI DI PRODUZIONE: A CIASCUNO LA SUA STRATEGIA
Ogni protocollo di coltivazione del kiwi è regolato da parametri di qualità ben precisi, che è indispensabile raggiungere. Per centrare gli obiettivi agronomici in ogni situazione, Biolchim ha studiato strategie all’avanguardia per i trattamenti fogliari del kiwi, sapendo unire efficacia, sicurezza e sostenibilità.
1. AGRICOLTURA CONVENZIONALE
Nei disciplinari che prevedono il libero impiego di fitoregolatori, SPRAY DUNGER® GLOBAL HD, FOLICIST® e NITROCAM® rappresentano la soluzione che aiuta a toccare i più alti calibri commerciali, senza pregiudicare la qualità dei frutti.
2. DISCIPLINARI SENZA FITOREGOLATORI
Nei protocolli di coltivazione del kiwi a residuo zero, il raggiungimento di elevate pezzature, unite ad uniformità e qualità sono premiate a livello commerciale. Tagliare questi traguardi senza ricorrere all’uso di promotori di crescita di sintesi è possibile, grazie a KRISS®, FOLICIST® e NITROCAM®.
3. AGRICOLTURA BIOLOGICA
L’agricoltura biologica si pone l’obiettivo di impiegare formulati con il più basso impatto ambientale. KRISS® BIOLOGICO, FOLICIST® sono le soluzioni di origine vegetale per garantire, anche nella filiera del kiwi bio, elevate pezzature, senza pregiudicare la qualità.
Intervento “bonus”: la fertirrigazione
È sorprendente quanto le piante di kiwi possano beneficiare di una buona fertirrigazione durante l’accrescimento frutti. Per ottenere pezzature e qualità ancora più significative e soddisfacenti, Biolchim suggerisce l’impiego per via radicale di NOV@®, biopromotore della crescita della pianta e dell’ingrossamento dei frutti. Questa specialità può essere utilizzata in tutti i contesti, poiché registrata per l’impiego in agricoltura biologica.
CONTATTA L’UFFICIO AGRONOMICO BIOLCHIM per definire la strategia migliore per il tuo impianto.